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Una tradizione che continua

Con questo servizio volevo descrivere i tratti morfologici, caratteriali e la carriera di un cane che ha calcato i ring di tutt’Italia e che è il padre di numerosissima prole: Gloris Blues of Midnight è infatti un cane estremamente interessante che, pur non avendo ottenuto un titolo prestigioso quale può essere quello mondiale, ha riscosso consensi assoluti dando numerose soddisfazioni al suo proprietario Sig. Dario Pancaldi sia sui ring che in allevamento essendo stato richiesto come stallone da diversi allevatori fra cui io stesso. Non nascondo che più che il cane è da premiare la acuta visione di Dario nello scegliere i soggetti da inserire nell’allevamento e la continuità delle ottime caratteristiche morfologiche che si prolungano nel tempo ne è una testimonianza indiscutibile; è proprio Dario Pancaldi che negli anni ottanta ha iniziato ad allevare schnauzer giganti ed ha saputo portare sui ring di tutta Europa esemplari di altissimo livello con l’affisso Ussari Neri. Nel preparare queste poche righe mi sono trovato di fronte alla spontaneità e alla fragranza di una estimatrice del mondo in cui noi allevatori viviamo e, pur ottemperando al compito che mi ero prefisso, ho voluto dedicare spazio a chi partecipa attivamente al microcosmo di Blues e dell’allevamento che lo ha portato alla ribalta.

Dopo che nel 1982 il sig. Maestri Bartolomeo, che tutti chiamano “Bartolo” e sua moglie Daniela hanno aperto un negozio di toelettatura a Modena, nel cuore della città, il titolare dell’allevamento degli Ussari Neri, appunto Dario Pancaldi, ha affidato a loro l’incarico di effettuare toelettatura commerciale ai suoi cani ed in seguito, in un cammino di reciproca soddisfazione e fiducia, l’impegno di Bartolo ha fatto sì che Pancaldi gli affidasse la preparazione dei suoi Schnauzer Giganti per le esposizioni, un compito impegnativo che chi non conosce questa razza non può apprezzare.
Un altro compito aveva impegnato in quel periodo la coppia Bartolo e Daniela e cioè la messa in cantiere e la successiva nascita della loro erede che rispondeva al nome di Elisa.

Elisa cresce quindi sempre con cani al suo fianco e quando, nel 1997, i suoi genitori e la zia Lucia iniziano una nuova avventura con l’apertura del Centro Vacanze del Cane e del Gatto a Spilamberto, una pensione per cani di concezione moderna e seguita con competenza e dedizione, la passione per i cani in generale e per i Riesenschnauzer in particolare non può che sbocciare e assorbirla interamente. Il primo cane che Pancaldi affidò alle cure di Bartolo e famiglia fu Ivori dei Margravi ed Elisa se ne innamorò. Molti fatti determinano questo amore, ma uno in particolare è la natura stessa dello schnauzer gigante, l’equilibrio,la sua fierezza, la dolcezza ed in contrapposizione la sua vivacità, il rapporto che, con un corretto approccio, lega indissolubilmente quest’animale all’uomo: queste qualità, che mentre le descrivo sento l’emozione scorrere dentro di me, hanno colpito fortemente Elisa tanto da farle annunciare a suo padre: “il mio prossimo cane sarà uno schnauzer”.
Un ulteriore avvenimento ha rafforzato il legame fra Elisa e i “riesen”: la struttura della pensione di Bartolo consentiva favoriva certamente il momento delicato quale è un parto e Pancaldi la utilizzò per la sua Foxtrot degli Ussari Neri, accoppiata con Free de Pichera, ed è in quella occasione che Elisa vide per la prima volta la nascita di una cucciolata e (che dono meraviglioso) ricevette da Dario quello che per lei come toccare il cielo con un dito….un cucciolo, anzi una cucciola quella che sarebbe diventata Happy degli Ussari Neri.

Il binomio Pancaldi/Bartolo durante le loro escursioni sui ring italiani e all’estero si ritrovarono la piccola Elisa al loro fianco, prima come spettatrice poi come giovane handler, e tutto ciò aumentava la passione per la stressante ed emotivamente intensa attività che è il mondo dell’esposizione. Happy non riscuoteva lo stesso successo delle sorelle Hollyfield ed Herta che vincevano in Italia e, appena entrate in classe giovani, conquistarono le piazze d’onore al Bunderssieger a Dortmund, poi cominciarono i buoni piazzamenti in manifestazioni di estrema importanza: Europea di Tulln ‘99, ISPU 99, raduno schnauzer in Ungheria e ring internazionali in Italia. Ora tutti vedevano Elisa e Happy correre insieme sui ring e dopo la prova per il Certificato di Attitudine al Lavoro di 2° classe (CAL 2) ottenuto a Varese, preparato con la partecipazione di Angelo Taddei, ottimo figurante ed addestratore, i successi arrivarono a ripetizione con Best in Show (BIS), migliori di razza (BOB), (BOS) e in meno di un mese e mezzo Happy aveva il titolo Italiano “in tasca”.
Due settimane dopo la soddisfazione per aver ottenuto il titolo nazionale Elisa ed Happy si presentano a Milano sul ring della Esposizione Mondiale col presidente dello Schnauzer Club Italiano, Gianni Pentenero, come giudice: Campione mondiale e BOB !!!

Queste sono le “grandi imprese” che ti riempono di gioia e nello stesso tempo ti svuotano, la conquista di un titolo mondiale non è altro che la vittoria in una esposizione, ma gli altri concorrenti non sono gli stessi e non sono di valore molto diverso dal cane che si presenta, ogni volta che il giudice ti guarda senti le gambe che ti vengono a mancare, ti sembra di essere nel vuoto assoluto, ma nello stesso tempo senti esplodere il mondo attorno a te, hai paura che ogni piccola frazione di rumore faccia sobbalzare il cane che hai ben posizionato e che il tuo lavoro di mesi venga vanificato…poi…il giudice viene verso di te con la mano destra tesa e la sinistra che indica “primo” e mentre ti stringe la mano, mentre si congratula con te, tu non sai che fare, non ti rendi conto di quello che sta succedendo…la gente all’esterno del ring applaude, vedi le loro bocche aperte in atteggiamento di chi urla, ma non senti nulla poi…questo “poi” non posso rivelarlo, chi vuole provare questa emozione, la trepidazione eil senso di vittoria, sia da dentro al ring sia da fuori (molti proprietari affidano ad esperti il proprio cane a persone competenti che conducono i cani nel ring), chiedano a buoni allevatori cani da famiglia, ma anche da esposizione e poi…quel “poi” sarà anche loro.

Ebbene anche Elisa, giovanissima, con ancora l’innamoramento (vedi Francesco Alberoni) che palpita dentro al suo cuore di schnauzerista, con un sentimento che continua a crescere in lei, in Bartolo e nella sfegatata tifosa Daniela, ha provato questa emozione, ma tutto il resto non è diventato normalità e i successi di Luna, Londra, Maverik, Magor, e ancora NewHappy, Nike e Nandi con i vari BIS, BOB, trofeo Banfo, Trofeo Carlesso, ecc. Questa a la punta dell’iceberg, questo e quello che tutti possono vedere, ma alle spalle di un campione c’è sempre (o quasi) un allevamento e questo allevamento, magari con una pensione per piccoli animali e, perché no, a volte anche una toelettatura, è una piccola fabbrica di lavoro dove si lavora quasi senza sosta, senza domeniche e senza ferie, ed è in questo contesto che è cresciuta Elisa Maestri, occhio vigile sulle scelte di Dario Pancaldi, a carpire quanto più possibile questo personaggio ha saputo interpretare il riesenschnauzer e metterlo in pratica, a collaborare conBartolo, Daniela e Lucia, a dividere il suo tempo fra lo studio, l’addestramento, l’handling e la pensione ed ora è pronta a rendere più qualificata la sua passione intraprendendo lo studio di una facoltà come veterinaria…e si… c’è da esserne orgogliosi.

Alla fine Dario Pancaldi, con la fiducia che ha accordato a Bartolo e con il patrimonio di esperienza e di genetica si allontana dal sipario consentendo ai suoi collaboratori ed amici di continuare ad allevare schnauzer giganti con lo stesso entusiasmo e professionalità che lo ha contraddistinto, parlo di professionalità per l’atteggiamento assunto anche se, sia per Dario che per la famiglia Maestri, allevare è considerato un hobby, di estremo impegno e di assoluta serietà volto a migliorare la razza per amore della stessa e di affidare cuccioli ad amici, i miei clienti sono quasi sempre amici e credo di poter affermare che anche chi acquista un cane degli Ussari Neri entra a far parte di quella grande famiglia che condivide la passione di Bartolo per le allegre comitive e le grandi tavolate, che, dopo aver terminato il lavoro di espositori imbandiscono i tavolini da toelettatura e li sovraccaricano di cibi e bevande per trasformare tutto in una festa.