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Tatuaggio o microchip

Ho sempre ammirato i cani di grossa taglia e sentivo dentro di me una fastidiosa indifferenza nei confronti di quelli piccoli, li vedevo infatti tignosi e rumorosi, spesso grassi che barcollavano su quattro zampette incapaci di sopportare il carico loro imposto, aggressivi e con gli occhi sporgenti che osservavano con aria spiritata chi “osava” avvicinarsi a loro o al loro proprietario…ora, pur rimanendo costante nel giudizio sui cani grandi, ho dovuto ricredermi su quelli di piccola taglia e posso affermare che pur non essendo “cani grandi” sono spesso dei “grandi cani”, ma questo è un argomento che tratterò un’altra volta.
La mia avventura con gli schnauzer nani è cominciata con due distinti avvenimenti capitati come conseguenza di una scarsa attività in questo settore nell’allevamento che stavo acquistando, infatti l’indirizzo della gestione precedente era focalizzato sulla taglia gigante con qualche frangia dedicata alla taglia nana. La prima occasione avvenne quando, dovendo ritirare da una allevatrice olandese una cucciola di Schnauzer nano nero quale diritto di monta, mi ritrovai di fronte ad una nanetta nero/argento veramente simpatica dalla quale facevo fatica a distogliere lo sguardo. Quella che sarebbe poi diventata una cordiale e sincera collega, Dorin Van Dijk, si accorse di questa mia debolezza e mi allettò con mille prospettive fino a farmi intrappolare da me stesso e ripartii dall’Olanda con due cucciole invece che con una, ma questa è un’altra storia. Il secondo episodio capitò quando andai a ritirare un cucciolone di schnauzer gigante a Valencia da un serio professionista quale è Luis Llin de Talavera, titolare dell’affisso “Lordship’s”, il quale oltre ad avere dei giganti di altissima qualità alleva anche la taglia nana ed in quel momento si trovava con una nanetta che scorazzava per il suo giardino proprio mentre stavamo recandoci a vedere il gigante. Nuovo colpo di fulmine ed il ritorno dalla Spagna avvenne con due gradevoli compagni anziché con uno. Xyris de Lordship’s, questo è il nome dell’ospite inaspettato, aveva già 7 mesi al momento dell’acquisto ed era evidente che le sue qualità avrebbero avuto immediato riscontro sui ring italiani ed internazionali e con il suo carattere espansivo e franco avrebbe conquistato il cuore di tutti coloro che l’avessero avvicinata. Il suo destino sarebbe stato proprio quello, infatti in un giorno che ricorderò sempre, l’8 marzo dopo neppure un mese dal suo arrivo in Italia, dovendomi recare con mia moglie a fare le solite spese settimanali, lasciammo Xyris, Irrepetibile Sueño, il gigante sempre proveniente dalla Spagna e quella timidona della nanetta nero/argento, che risponde al nome di April Love of Dutch Spirit, da soli in casa. Al nostro ritorno ci accorgemmo che la casa era stata visitata da malintenzionati che avevano sottratto alcuni oggetti di rilevanza limitata ed era scomparsa anche la nostra meravigliosa ed esuberante Xyris.
Sgomento, impotenza, rabbia e quante altre sensazioni che ognuno può bene immaginare sconvolsero i primi momenti successivi a questa scoperta, quello che immaginammo fu che chiunque fosse entrato in casa nostra, trovandosi una cucciolina così esuberante e socializzata avesse pensato di fare un regalo ad una donna a lui vicina in occasione dell’8 marzo.
Con la pena nel cuore, ma forte di una razionale riflessione, mi accinsi a scrivere una lettera circolare a tutti i professionisti del settore cinofilo quali veterinari, toelettatori e commercianti del settore di tutta la provincia di Bologna (allora abitavo appunto a Bologna) nella speranza che qualcuno notasse l’arrivo di una nuova Schnauzer nana nera e magari mi segnalasse la cosa.

Dopo due mesi di inutile attesa e con la speranza totalmente scomparsa mi giunse una telefonata della quale non riusii a capire il senso e passai il telefono a mia moglie alla quale, dopo una serie di …Si…mah…ohhh…veramente.., si illuminò il volto e terminata la telefonata mi disse che forse avevano ritrovato Xyris!!
Effettivamente la circolare aveva funzionato, la piccola Xyris era stata ritrovata, come nella migliore letteratura dell’ottocento, lungo una strada della periferia di Bologna in una giornata di pioggia che vagava alla ricerca di un riparo, raccolta dalla signora Montanari fu visitata, accudita e nutrita poi, per procurarle il cibo adatto, la stessa signora si recò presso un pet market dove la circolare fu vista e quindi si cercò di leggere il microchip ed è a questo punto che l’introduzione del tatuaggio o del microchip e dell’anagrafe canina diede i risultati sperati: io fui rintracciato, Xyris ritrovò la sua famiglia e la signora Montanari, non avendo ottenuto di tenerla per se, ora gode della compagnia di una splendida figlia di Xyris.
Purtroppo Xyris non è più quella iperattiva e socializzata nanetta che conoscevamo, probabilmente è stata maltrattata ed ora prova timore anche di me se mi chino troppo velocemente su di lei, ma è ancora dolcissima e la sua bellezza ha avuto riscontro con il titolo di Giovane Promessa ENCI dopo il quale non ho più voluto sottoporla a stress e ho rinunciato ad esporla, ma è una brava mamma ed ha già dato due splendide cucciolate ed il titolo di Grande cane se lo è conquistato facendo innamorare di se chiunque l’ha conosciuta.