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Son tornato da Dortmund con un campione mondiale

Dortmund 2003 – 29 maggio – 1 giugno

Preparare una esposizione mondiale è sempre un impegno rilevante, sia dal punto di vista emotivo sia da quello logistico, sembra che non venga mai il momento di partire, ma, nello stesso tempo, le cose da fare sono sempre tante; questa è la sensazione che anche quest’anno ho vissuto in preparazione alla partenza per Dortmund: due soli soggetti da presentare con nessuna illusione, ma il solo partecipare è sempre una emozione da provare, tutto deve filare liscio e via….avanti con l’avventura.

Con questa premesse, col percorso stradale ben impresso nella mente, con il controllo dei documenti, delle vaccinazioni, di….Drinnn….Drinnn….Ecco quel maledetto telefono….come se si potesse disturbare un pilota mentre fa il controllo degli strumenti prima del decollo… “Pronto: Allevamento del Nuovo Gervasio….” – Con questo spirito ho accolto la telefonata di un amico che, per motivi famigliari, stava pensando di rinunciare alla partecipazione del campionato mondiale: dovendo tornare per la domenica a Napoli, sua città natale, mi chiedeva se potevo accompagnare la sua giovane femmina di Schnauzer nano Pepe/Sale fino all’esposizione e riportarla a Pesaro, sua città di residenza, dopo la manifestazione mentre lui ed il proprietario della cucciolona avrebbero viaggiato in aereo.

Raccontare il viaggio, le peripezie per raggiungere l’albergo e ritrovarsi con Carlo Calace e l’avvocato Michele Ambrosini, considerare che Francoforte ha due aeroporti di cui uno in città ed uno a 110 Km e che il caffè (caffè????) tedesco ha una temperatura da fonderia pur avendo l’aspetto di un mite the inglese, non avrebbe senso in questa sede e verrà proposto a National Geographics per le rubriche “i viaggi nell’inesplorato e selvaggio mondo moderno”.

Dunque l’appuntamento è alla Westfalenhallen alle ore 06.00 del mattino il giorno dopo un viaggio di oltre 14 ore e senza aver la possibilità di prendere nemmeno una piccola colazione: l’organizzazione tedesca impeccabile ed inappuntabile questo aveva deciso e questo era da fare, una cosa sola non era stata menzionata nel programma e cioè che, durante il tragitto fra l’albergo e la Westfalenhallen, avremmo potuto vedere un’eclissi di sole quasi totale, vi assicuro che non ci ha cambiato la vita, ma è stato molto suggestivo.

L’affluenza ad una esposizione di questa caratura è notevole, ma a Dortmund si sono superati 18.000 iscritti e pur avendo suddiviso in quattro distinte giornate queste presenze, la partecipazione di questa parte di umanità pur in un luogo predisposto per queste manifestazioni è stata invasiva.

L’Italia, presente al catalogo con 54 soggetti contro i 669 totali si è dimostrata viva e combattiva ed ha mietuto considerevoli e meritati successi segno che il consenso del pubblico, nei confronti dello Schnauzer, nelle sue tre taglie e otto specifiche razze, non ha perduto lo smalto che le statistiche affermano, il paragone con altre razze “penalizzate” dai nuovi standard di razza dimostra che l’empasse iniziale ha subito una inversione di direzione, ora si tratta solo, per noi allevatori, di essere convinti e di trasmettere i valori peculiari della razza e non solo quelli estetici che per altro non sono valori assoluti: ho riscontrato personalmente nella mia limitata esperienza, che in numero sempre maggiore le preferenze vanno al cane integro relegando i “nostalgici” in una piccola minoranza.

Ma torniamo alla Westfalenhallen dove con regolare puntualità teutonica alle 08.30 si sono aperte le ostilità: il ring che mi interessava maggiormente, dei 10 dedicati agli schnauzer, era quello dei Nani Nero/Argento dove si presentava il “mio” Blitz Black Silver del Nuovo Gervasio detto Nicco di proprietà dei signori Elena e Luigi Mazza di Roma, questo giovane maschio, frutto della mia prima cucciolata relativa ai Nani N/A ha superato le batterie entrando nei primi 10 su venticinque e non è rientrato fra i primi quattro dopo un evidente ballottaggio di valutazione fra il maschio risultato quarto e lo stesso Nicco. Un ottimo successo nel mio ammirato inseguimento alla bandiera dell’allevamento Scedir, che ritengo il più qualificato d’Europa e che non manca di cogliere il bersaglio ad ogni occasione ed infatti anche in questo contesto con l’adulto maschio Scedir Rain Man ha conquistato il titolo mondiale.
Il tempo di uno spuntino e di una birra ed ecco che applausi e clamori mediterranei mi portano al ring dei Riesenschnauzer dove, Prima Axel-N dei Demoni Neri, davanti ad Attila-N dei Demoni neri, e poi Ariel-N dei Demoni Neri si aggiudicano il titolo mondiale giovani contro rispettivamente 28 e 22 avversari: Lello Napolano, titolare dell’Allevamento, dovrà sicuramente sentirsi orgoglioso del successo ottenuto e, fra libagioni e chiassosi festeggiamenti tipici della veracità napoletana, dovrà tener conto che le prossime manifestazioni lo vedranno come protagonista quindi un grosso “in bocca al lupo e buon lavoro Lello”.
Nel settore Schnauzer Medi Neri un successo sfiorato, infatti Born Under a Luky Star di Nino e Daniela Morocutti merita la riserva di CACIB ed il titolo.
Un successo ancora da parte un cane targato Italia fra i Nani Neri, infatti Yves Nadiz Auric di Chekanova/Shevchenko proveniente da Travedona Monate (VA) che ha sbaragliato venti avversari in classe giovane.

Verso la fine della giornata, che ha veduto fra l’altro un vice campione del mondo ancora con Scedir Wild Bill Hickhock, Zwergschnauzer N/A, fra i giovani maschi e uno con Rufus Fruck, Schnauzer Medio P/S, del nostro Presidente di Club Gianni Pentenero, ancora fra i giovani maschi, uno scroscio di applausi e grida di felicitazioni accoglie l’ultimo titolo della giornata.
Carlo Calace, entrato sul ring con la Sua Anisette di Villa San Bartolo corona una carriera incredibile e si lancia verso future imprese con la sua ennesima conquista di un titolo mondiale facendo gioire anche Michele Ambrosini, il suo amico e compagno di avventure mondiali che finalmente, con una sonora raffica di applausi e qualche incitamento vocale, riesce a scaldare le sue mani fredde ed umide rese tali per la tensione della gara.

Una menzione particolare va a questo allevatore che con piccoli numeri ed una quindicina di anni di allevamento ha portato cinque generazioni consecutive e otto soggetti sul podio di una mondiale vincendone ben quattro e piazzandosi le altre quattro volte al secondo posto.

CARLO CALACE nasce cinofilo, vivendo e giocando con i cani della sua famiglia e sviluppa presto la sua passione inventandosi un negozio di toelettatura e di vendita di articoli per cani appena finita la scuola superiore, in un secondo tempo si affianca ad un veterinario offrendogli spazio nel suo negozio e apre una pensione per cani il tutto mentre frequentava la facoltà di veterinaria a Napoli, poi l’eccessivo lavoro e lo stress di una vita dedita totalmente ai cani, in un mondo privo di fondamenta cinofile ed in una età così esplosiva e fragile, incrina il suo rapporto con l’università prima e con il mondo cinofilo poi. Per un periodo si allontana da questi animali fino a quando, trasferitosi a Pesaro, decide di acquistare uno schnauzer nano nero, razza che nei suoi trascorsi di teolettatore lo aveva particolarmente colpito. Nella sua ricerca trova Elly, una schnauzerina pepe e sale, non risponde alla sua aspettativa, ma le caratteristiche di Elly lo colpiscono e la prende con se.

Elly si trova quindi ad essere apprezzata e stimata dal suo nuovo proprietario tanto che in breve tempo diventa campionessa italiana – 1989 – e nell’anno 1990 sale sul podio di Brno come riserva di CACIB e quindi vice campione del mondo. Rispunta nel cuore di Carlo la passione dell’allevamento e produce la sua prima cucciolata, fra la titolata Elly ed un maschio americano Carolane’s Starfire, nel 1990 dove Alan ed Alexia spiccano per la loro bellezza e Carlo ne fa frequentatori di ring con risultati a dir poco eccezionali (che vedremo nel riepilogo). Questi due fratelli procedono parallelamente nella loro carriera espositiva e Carlo è indotto a tentare un forte imbreeding accoppiandoli e, consigliato da un suo amico allevatore, nel 1991, anno in cui Alan consegue il titolo di vice campione mondiale con la solita riserva di CACIB, nasce la quarta cucciolata del suo allevamento: fra questi nuovi cuccioli trovano posto Debbye e Devil.

Nel 1993 a Valencia, Alexia, Alan e Debbye regalano una enorme soddisfazione a Carlo Calace facendogli ottenere il titolo mondiale come gruppo di allevamento dopo solo sei anni di lavoro e di passione.
Lo stesso anno Alexia ed Alan ripetono l’imbreeding e Folie è fra i nuovi arrivi.
1994, 12 giugno (sarebbe da scrivere in grassetto e con stelline multicolori in movimento) – Mondiale di Berna:
Carlo presenta fra le femmine Alexia in Classe Campioni, Debbye in Classe Libera e Folie in Classe Giovani……
Alan vince la Classe, ma si piazza secondo e quindi è vice campione del mondo – Alexia Vince la sua classe come pure Debbye e allo spareggio Debbye è campione del mondo. Folie chiude il poker meritandosi il titolo di campione del mondo giovani.
1994, 26 giugno Campionato ISPU – International Schnauzer Pincher Union – Dornbirn – fra le stesse manifestazioni di giubilo e innumerevoli consensi si ripete, punto dopo punto, la stessa classifica di due settimane prima, una conferma che la qualità e non la fortuna aveva premiato i cani e l’allevatore.

Passano alcuni anni e i titoli italiani, riproduttori, internazionali, di Club ed europei si accumulano nella bacheca dell’Allevamento di Villa San Bartolo fino alla mondiale di Milano dove ancora una volta Carlo Calace si aggiudica il titolo di campione mondiale giovani con la femmina Villy e la sorella Vivienne si piazza alle sue spalle conquistando l’ennesima seconda piazza. Infine nel 2003, esperienza appena vissuta, Anisette si fa bella sul primo gradino del podio.
Vale la pena di ricordare alcuni nomi che brillano nella Hall of Fame di Carlo senza specificare tutti i titoli, ma sono quasi tutti pluricampioni:

Brigitta, Bonnie, Fabio, Folie, Ishtar, Ifigenia, Ivette, Sascha, Sharon, Xilla.

Si conclude così la nostra avventura mondiale e, saldo chiodo per raggiungere vette più alte, ricordiamo che la maggior parte dei nostri successi italiani ha visto protagonisti i cani in classe giovani, gli stessi cani che probabilmente rivedremo tentare di rinverdire gli allori all’esposizione Europea di Bratislava.

Ultima annotazione: Anisette di Villa San Bartolo ha ripreso il suo posto fra i nostri cani e ci ha onorato della presenza di una Campionessa Mondiale durante il viaggio di ritorno.