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Lo schnauzer miti da sfatare

Trovandosi a dover fare una scelta su quale cucciolo acquistare, spesso si opta per un soggetto il cui aspetto estetico possa soddisfare i propri gusti, altre volte la scelta cade su di un cane che sia di poco impatto nell’armonia della casa, altre ancora ci si lascia portare ove il mercato e la moda convogliano il compratore affascinato appunto dai media e dalla visibilità.
Ma è questa la strada giusta?
Io allevo una razza veramente poco conosciuta in tutte le sue caratteristiche e nelle sue vere potenzialità ed è per questo che mi accingo a mostrare quanto sono poco apprezzate le indiscutibili qualità dello Schnauzer considerando anche che la scelta si può indirizzare su animali di diverse dimensioni pur mantenendo le stesse caratteristiche fisiche, proporzionate all’altezza, e dove il carattere non si dissocia in maniera determinante nelle differenti taglie. Il Riesenschnauzer (Schnauzer Gigante), nei colori Pepe/Sale o Nero raggiunge i 70 cm di altezza ed il peso varia intorno ai 40 kg., lo Schnauzer (Schnauzer Medio), ancora nei colori Pepe/Sale o Nero, raggiunge i 50 cm. Ed il peso non supera i 20 kg., infine lo Zwergschnauzer (Schnauzer Nano), nei colori Pepe/Sale, Nero, Nero/Argento e Bianco che con i suoi 35 cm ed un peso attorno ai 7 kg. Può accontentare chi ama sentire stretto al petto il suo Pet.

Innanzi a tutto smentisco chi asserisce che non vi è mercato visto che di Schnauzer non se ne vedono in giro per le città, infatti questa razza è spesso relegata in prigioni dorate ove l’occhio del passante non riesce a coglierne la presenza, ma sono luoghi in cui il Riesenschnauzer viene delegato per assicurare la tranquillità della famiglia che lo ha adottato ed è la sua sobrietà ed il suo equilibrio che ne ha determinato la scelta: i suoi profondi estimatori ben ne conoscono le qualità di interdizione, senza assalti sconsiderati, che, prima di opporre una cruenta difesa, tendono a bloccare gli intrusi. Lo Schnauzer, più piccolo, ma più combattivo svolge altrettanto bene le funzione di cane da guardia ed il piccolo Zwergschnauzer è una indomita sentinella che, seppur non potendo fronteggiare gli intrusi, ne limita l’azione avvisando con prontezza ed alacrità.
Questo aspetto, già di per sé determinante, non si può applicare a tutti i possessori di cani dato che non siamo nel paese del “bengodi” e non è la maggioranza che possiede una villa con parco da difendere, vi sono altri aspetti che nel quotidiano danno possibilità di apprezzare.

Avere un cane in casa spesso significa dover togliere quotidianamente un velo di peluria o addirittura quantità industriali di peli caduti su tappeti, divani o attaccati agli abiti e dover sopportare un odore persistente che il cane lascia nei luoghi in cui soggiorna maggiormente specialmente quando si bagna a causa della pioggia o in altra accidentale occasione: ebbene avere uno schnauzer non provoca questi disagi, qualche pelo lo si ritrova in giro, ma nella stessa quantità di cui si posso trovare i nostri capelli su spalliere di poltrone o sulle spalle dei nostri abiti, inoltre, ribadisco, non ci si trova alla presenza di quel particolare odore di cui accennavo prima grazie alla tipologia di pelo che lo contraddistingue. Questa particolarità a volte determina la volontà di prendere un cane o meno, spesso ci si trova di fronte alla difficoltà di avere poco tempo ed una casa da voler mantenere in ordine, casa in cui il cane porterebbe un esubero di lavoro non tollerabile da diverse massaie.
Lo schnauzer, intendendo la gamma completa delle varie taglie e colori, ha un pelo che matura e che vien tolto con una pratica che si chiama “stripping” e consiste nello strappare il pelo maturo dalla pelle a cui rimane attaccato ma con lieve resistenza. Il cane non soffre per questa pratica ed effettuarla è necessario per rendere il cane presentabile e per consentire un corretto riciclo del pelo. E’ evidente che se questa pratica non viene effettuata il pelo tende a cadere per sfregamento quindi il vantaggio viene azzerato portando alle disperazione di chi pulisce la casa.
Questa è la nota dolente! Infinite volte mi sono ritrovato a sentir rivolgermi domande tipo: “ma quante volte all’anno si deve strippare? Quanto costa? Ma si può tosare?”

La tolettatura di uno schnauzer non è pratica a cui tutti i tolettatori si sentono votati anche se spesso ci si sente asserire che non ci sono problemi e che il cane verrà strippato con cura e senza procurargli dolore oppure, come alternativa, che il cane soffre con lo “stripping” e quindi è consigliabile tosarlo con la “macchinetta”. Nulla di questo è più sensibile a cattive interpretazioni.

Parliamo dunque di questo misterioso pelo!
Nello schnauzer vi è il sottopelo lanoso, il pelo che tende a maturare ed il pelo di ricrescita ed è quando si vede il cane con il mantello disordinato che ci si rivolge ad un tolettatore per gestire questa intrigata situazione.
Un tolettatore esperto preferirebbe visionare il cane prima di procedere alla tolettatura, constatare se il periodo è giusto e quindi prendere un appuntamento durante il quale sottopone allo stripping lo schnauzer togliendo unicamente il pelo maturo. A questo punto il mantello si presenta corto ed opaco in quanto il sottopelo, che avrà una lunghezza simile al pelo in ricrescita, è appunto opaco e necessiterebbe di una “slanatura” per mitigarne l’effetto. Non è facile togliere il pelo maturo senza strappare a volte anche il pelo in ricrescita e quindi si possono formare piccole chiazze antiestetiche in cui il pelo è diradato, ma che scompaiono in pochi giorni. Questa è la pratica dello stripping quando viene eseguita nel modo giusto e se vi siete rivolti ad un tolettatore competente, ma che potrebbe accadere non trovandosi davanti alla persona giusta?
Il proprietario di uno schnauzer telefona al tolettatore e gli chiede un appuntamento che naturalmente gli viene fissato, quindi si reca da questi, alla data stabilita, il quale normalmente non controlla lo stato del pelo o se lo fa non gli da molta apparente importanza magari asserendo che il pelo non è pronto e che comunque farà del suo meglio ed inizia il suo lavoro dato che, se il pelo non fosse maturo dovrebbe rimandare il cane a casa fissando un teorico e comunque incerto appuntamento rimanendo però con 2 ore e mezzo o 3 di attività scoperta ed improduttiva, tempo durante il quale avrebbe dovuto strippare lo schnauzer.

Lo stripping quindi avviene ed in un caso come questo viene tolto pelo non ancora maturo procurando almeno qualche fastidio al cane ed anche arrossamenti che, per altro, scompaiono in pochi giorni, il manto appare assai rado ed opaco ed è solo dopo una ventina di giorni che tenderà ad uniformarsi ed a riprendere l’aspetto lucido.
Vi sono alternative a tutto questo? Oggi mi sento di poter affermare che esiste una pratica che dà anche la possibilità al singolo proprietario di poter provvedere, almeno sommariamente, ad una cura del manto del proprio schnauzer.

Considerando che le cure necessarie sono dunque una corretta slanatura, l’asportazione del pelo maturo ed eventualmente l’accorciamento del pelo in ricrescita, ecco come si può agire senza attendere la maturazione del pelo e senza creare disagi al proprio cane.

Si può trovare in commercio un particolare utensile della Mars chiamato Koat King col quale si può provvedere a risolvere molto di quello che ho appena citato ed è certo che la manualità di un tolettatore porterebbe a risultati ottimali con minor impiego di tempo e, conseguentemente, con minori costi e disagi contrastando lo spauracchio dello stripping, i suoi costi e le, a volte traumatiche, conseguenze sul cane aprendo nuove possibilità alla diffusione di una razza da troppo tempo relegata dietro barriere di incomprensioni e diffidenze.

Ecco quindi come potrebbe avvenire questa pratica che già da tempo cerca di trovare la diffusione che le spetta:
si inizia lavando il cane, quindi, invece di asciugarlo completamente, si toglie l’acqua in eccesso impedendo gli sgocciolamenti e si passa quindi il Koat King sul manto lavorando su piccole porzioni per volta ed agendo prima nel verso del pelo poi alternando in diagonale prima in un verso poi in quello opposto agendo a “trama”, questa azione consente allo strumento di prelevare la lana in eccesso e subito dopo di estirpare i peli maturi lasciando solo il manto in crescita che viene accorciato con il proseguire dell’azione.

Il Koat King ha un margine massimo di operatività, quindi si potrà accorciare anche molto il pelo, ma non si formeranno antiestetici buchi ed il pelo risulterà, dopo l’asciugatura finale, lucido ed uniforme. Attenzione! Se si agisce solo nel verso del pelo si ottiene di diradare quest’ultimo lasciando lunghi i peli rimasti e l’effetto non è quello desiderato.

Un buon principiante, applicandosi diligentemente, può in seguito provvedere alle parti che vengono doverosamente tosate utilizzando una tosatrice con due testine di diversa altezza seguendo le linee che la tolettatura precedente ha lasciato.
Questa semplice descrizione, non completa e non conseguentemente esaustiva, non è di per sé un compendio della perfetta tolettatura, ma solo uno spunto che può indurre un proprietario a curare da sè il proprio cane e sono certo che potrebbe far avvicinare questi particolari animali ad un maggiore numero di estimatori di una razza che merita una conoscenza maggiore, è scontato che un buon tolettatore avrà risultati migliori, ma è anche vero che poter provvedere personalmente creerebbe un feeling più intenso fra il proprietario ed il cane e non si incorrerebbe in disavventure che spesso si sentono narrare.
Chiunque volesse cimentarsi in questa esperienza potrà ricevere le dovute informazioni trovando disponibilità e supportoriguardo la tecnica e gli strumenti necessari per questa tolettatura “fai da te”, infatti nel sito del Club di razza vi è una descrizione più accurata con fotografie che possono aiutare in questa nuova e stimolante avventura.