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Esiste la tolettatura “fai da te” ?

Ecco come potrebbe presentarsi il cane

Quando ci si accorge che il nostro schnauzer è da tolettare è quasi sempre troppo tardi, il suo aspetto è distante all’immagine classica che abbiamo sempre ammirato, ma non ci si deve mettere le mani nei capelli, bensì tirarsi su le maniche e mettere le proprie mani sul pelo nostro cane.

Il manto ci appare lungo, setoloso e disordinato e spesso si fa fatica a raggiungere, con lo sguardo la pelle. Il primo passo deve essere quindi quello di eliminare i nodi che si saranno formati nel pelo specialmente fra le zampe anteriori ed il petto, nelle zampe anteriori in tutta la lunghezza e quelle posteriori principalmente nella zona interna della coscia, nella linea anteriore e nel piede, nella zona dal petto ai genitali, lungo tutta la linea inferiore e, ahimè, nella barba e nelle difese degli occhi.

I mezzi con cui intervenire sono i classici pettini (ve ne sono neri di metalli che hanno le punte più sottili e che penetrano meglio fra i nodi ed a me appaiono più funzionali) da usare tradizionalmente o solo di punta per non intervenire troppo drasticamente causando insofferenza da parte dell’animale, i cardatori, il cui utilizzo è sempre da gestire con cura tanto da non graffiare la pelle, ed il classico taglianodi a cui si ricorre quando l’impresa appare più ardua.

Ora il pelo è bagnato

Pettinando il cane, avendo cura di non lasciare alcun nodo, verrà eliminata una parte del pelo maturo e verrà ordinato il pelo preparandolo così al lavaggio che si avrà cura di effettuare in un luogo climatizzato, se la stagione non è calda o mite, in quanto il primo intervento avverrà proprio a pelo bagnato (a volte agisco ancor prima di risciacquare per la prima volta il pelo insaponato).

 

Si comincia preferibilmente sul collo

Ora con un Koat King della Mars da 20 lame (o 16 se la taglia è piccola) inizio a lavorare il pelo su tutto il cane ad esclusione delle difese della testa, le zampe anteriori, le la frangia anteriore delle zampe posteriori ed i piedi, il triangolo dello sterno e la linea inferiore.

 

Si asporta il pelo senza forzare infatti bisognerà poi ripassare.
Lo strumento deve essere usato con fermezza, ma senza agire con troppa forza per non irritare la pelle ed il suo utilizzo non deve fermarsi solo al senso del pelo, ma occorre agire, sempre su zone limitate per volta, anche diagonalmente, con un angolo superiore ai 45° ma mai oltre ai 90° (non agisco mai contro pelo).

Si asporta il pelo senza forzare infatti bisognerà poi ripassare

Questa prima passata elimina il sottopelo ed asporta buona parte del pelo maturo ed avendo lavorato il pelo insaponato si è provveduto anche ad una buona azione di pulizia.
Sciacquare il cane e dargli la saponata successiva per un accurato lavaggio, quindi sciacquare nuovamente con cura per eliminare ogni traccia di sapone. Eliminare l’acqua in eccesso e posizionare il cane sul piano su cui si continuerà la tolettatura.

Dopo il secondo passaggio il pelo sarà di una misura di circa cm 1,5 – 2,0

L’operazione effettuata con il Koat King verrà quindi ripetuta per portare il pelo alla lunghezza desiderata eliminando definitivamente ogni traccia di pelo maturo. Va da considerare il fatto che quando il mantello è privato della lanugine (che trattiene odore e sporcizia) e del pelo maturo può essere accorciato senza intervenire sulla qualità del mantello ed è ancora una piacevole scoperta constatare che, con questo tipo di azione sul pelo, si favorisce la crescita del pelo “duro” e si mantiene la lucentezza del pelo che altrimenti apparirebbe opaco.

 

Il resto della tolettatura è pratica che viene spiegata su quasi tutti i libri che parlano dello Schnauzer e mostrarne nuovamente i procedimenti apparirebbe tedioso ed inutile. Va da sé che qualunque chiarimento può essere chiesto all’allevatore o anche indirizzando le richieste in questa sede dando la certezza che sarà data sollecita risposta e che potranno essere indicati con maggior cura gli strumenti da poter utilizzare.
La manutenzione ordinaria favorisce un corretto mantenimento del pelo ed evita che si debba ricorrere ad azioni invasive fastidiose e dolorose per il nostro cane, quindi pettinarlo con cura e slanarlo con un “coltellino” adatto (ve ne sono di diverse marche e dimensioni, quindi quello mostrato non deve essere altro che una indicazione) ci ruba ben poco tempo e, se fatto un paio di volte la settimana o dopo un’escursione in luoghi pieni di vegetali che si insediano maleficamente nel pelo, mantiene il mantello pulito ed ordinato dando un aspetto che rende orgoglioso ogni proprietario.
Come detto in altra sede, con queste spiegazioni non si vuol dare altro che l’indicazione su come possa essere mantenuto con cura il mantello del proprio schnauzer senza tuttavia aver la pretesa di insegnare, in cinque minuti, pratiche che vengono utilizzate dopo lunghi periodi di esperienza e con professionalità, ma spesso accade che non si abbiano vicini professionisti capaci o che una accurata manutenzione del pelo, da parte di un professionista i cui costi possono apparire dolorosamente onerosi, possa scoraggiare l’acquisto dei nostri meravigliosi Schnauzer. Esorto quindi a trarre spunto da queste poche righe e delle non esaustive immagini per avvicinarsi maggiormente alla razza da noi rappresentata, curata ed amata somministrando anche personalmente quelle semplici cure che completeranno il rapporto meraviglioso fra un proprietario ed il suo amico schnauzer.

L’Attrezzatura

Attenzione:

Se ci si trovasse in difficoltà a causa di un pelo troppo “lanoso” e morbido conseguentemente si pensasse di ricorrere alla tosatrice per una definitiva rinuncia allo stripping, provate un ultimo “escamotage”:
Bagnate comunque il pelo e “slanatelo” con cura e pazienza, cercate di coricare il cane su di un fianco per meglio operare sul torace e probabilmente vi accorgerete che la lana sparisce e cominceranno ad apparire dei radi peli setolosi e di colore nero brillante o di adeguato colore per i pepe e sale. Il manto, una volta asciugato, prenderà consistenza sotto le vostre dita e si potrebbe scoprire che il pelo duro esisteva, ma era impedito nella crescita ed alla vista dalla eccessiva lana.
Potrebbe accadere, attenzione non è una garanzia, ma perché non provare prima di una definitiva rinuncia? Se accadesse quanto descritto si dovrebbe poi mantenere slanato il manto, anche da asciutto, una o due volte la settimana con attrezzi tipo quelli che mostro facendo modo di non lasciarsi trarre in inganno dalla somiglianza: il “coltellino” per slanare è più fitto di quello da “stripping” , ve ne sono molte tipologie e di svariati prezzi, io preferisco quelli semplici col manico giallo (per slanare) e blu (per strippare), ma il lasciarsi guidare dai risultati e dalla adattabilità alla mano che li impugna credo sia il metodo di scelta migliore.