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La pagina del cuore: adozioni

In un allevamento si possono trovare cani con differenti aspettative, infatti vi saranno maschi da utilizzare per le esposizioni o per le manifestazioni di lavoro e gli stessi o altri necessari per la riproduzione, femmine presenti per le stesse ragioni appena descritte ed ovviamente i cuccioli in attesa di esser acquistati dai loro futuri proprietari.

Chi, a prima vista, direbbe che è una presentazione meno che perfetta?

Eppure vi sono altre presenze di non minore importanza e con una valenza affettiva assai più rilevante dalla quale non si può prescindere neppure considerando l’aspetto economico di una attività che sopravvive grazie ad un bilancio attivo fra costi e ricavi. Raggiunta un’età attorno agli otto anni una femmina, almeno nel nostro allevamento, ha già terminato la sua carriera riproduttiva e la sua vita, passata a consumarsi facendo cucciolate (nel nostro caso non più di 5 o 6) con la frequenza massima di una all’anno salvo casi eccezionali. Vive nel suo box lungo circa 8 metri e largo circa 2 e incontra chi le accudisce 3/4 volte al giorno; viene sguinzagliata quasi tutti i giorni e periodicamente lavata, toelettata, trattata contro i parassiti, il veterinario la visita periodicamente e le somministra i vaccini quando necessario e…ben poco altro.

Qualche volta si gioca con lei, ma il più delle volte il contatto più intenso è quello che avviene durante la gravidanza, il parto e lo svezzamento dei cuccioli. In quelle occasioni ogni altra femmina che non vive la stessa esperienza pare trascurata e la mamma è seguita con tutte le cure e con un affetto che travalica il pensiero che ogni cucciolo è una fonte di denaro. E’ una mamma con i suoi cuccioli e chiunque non sia privo di sentimenti vive solo la realtà di quel magico momento: si gioisce mentre i cuccioli crescono e si viene trascinati in un baratro di dolore quando uno di questi non sta bene o non riesce a superare il trauma da parto. Poi lentamente la realtà prende il sopravvento e la partita della vita riprende il suo corso attirando l’attenzione su nuovi eventi e nuove emozioni.

Pare meschino eppure ognuna delle femmine del mio allevamento è una delle mie bambine, ma la follia che il nostro lavoro fa incombere su di noi fa si che il tempo da dedicare a ciascuna di loro è veramente breve.
Cosa voglio raggiungere con questa descrizione? Ecco vorrei davvero che queste mie femmine trovassero chi riesca ad amarle una per una, non in branco, non nella moltitudine dell’allevamento. Vorrei che avessero ognuna un qualcuno che le tenga per se, per ricevere quello che hanno sempre dato senza chiedere nulla avendo, alla fine, un amore personalizzato.

Pochi anni dopo tanti sacrifici, tanta attenzione dopo esser state tanto pensate, ma assai poco accarezzate…finalmente qualcuno a cui appoggiarsi, strusciarsi e ricevere una carezza gratis data senza fretta o prima di somministrarle una pillola o di misurarle la temperatura.

Vorrei offrirle a chi voglia amarle anche se vuol dire per me privarmene e per una volta superare quell’egoismo indotto che ha fatto mancare loro tanto affetto solo per procreare cuccioli che avranno donato spessisimo tanta felicità.

Ora ve le presento: